Martina Melilli

Martina Melilli (1987) è un’artista audio-visiva e regista. Laureata in Progettazione e Produzione delle Arti Visive (IUAV), ha approfondito gli studi in cinema documentario e sperimentale alla LUCA School of Arts di Bruxelles.  Il suo approccio è spesso di tipo antropologico e documentaristico. Si interessa alla rappresentazione dell’immaginario individuale e collettivo legato alla memoria, alla Storia e alla realtà, la relazione tra l’individuo e lo spazio che lo circonda: il movimento attraverso questo spazio e il senso di appartenenza; la connessione e il confronto tra l’intimo e l’universale. Gli archivi e le collezioni sono materiale di lavoro e sperimentazione. I suoi media principali sono il video, la fotografia, il testo, il suono, e spesso utilizza dinamiche partecipative e relazionali, e la promozione del documentario di creazione come strumento, organizzando workshop e curando rassegne e mostre, filmiche e non. A Bruxelles dal 2010, ha collaborato con la piattaforma artistica Auguste Orts e nell’ottobre del 2013 (L’L) presenta la sua prima mostra personale, “New York, New York”. Si trasferisce poi a Bari, dove nel 2014 espone TRIPOLITALIANS. Appunti per un film (Mediateca Regionale Pugliese) e fonda – assieme a Cristina d’Eredità e Andrea Sgobba- l’associazione culturale OnDocks. Nel 2015 a Bruxelles prende parte alla piattaforma di studi post-accademici SIC (SoundImageCulture). I suoi cortometraggi sono stati selezionati all’International Rotterdam Film Festival, Ji.hlava IDFF, CineMigrante, DocuTIFF, Lago Film Festival, Filmmaker Film Festival, Milano Film Festival, tra gli altri. Nel 2016 ha vinto il premio Quotidiana. È la vincitrice dell’edizione 2017 di Artevisione, progetto a sostegno dei giovani artisti a cura di Sky Academy e Careof, con il film MUM, I’M SORRY, poi parte della collezione del Museo del Novecento di Milano, e in mostra nella Project Room del PAC (Milano) (Aprile 2017). Melilli è parte dell’edizione 2018 di VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, e della correlata mostra European Identities: New Geographies in Artists’ Film and Video a cura di Leonardo Bigazzi per il Festival Lo Schermo dell’arte. My home, in Libya è il suo primo documentario di creazione, prodotto da Stefilm International, ZDF/ARTE, RAI Cinema, con il sostegno del MiBACT che l’ha anche riconosciuto di interesse culturale, e per il quale ha ricevuto una borsa di sviluppo dal Premio Solinas. Il film è stato presentato in prima mondiale al Festival di Locarno 2018, poi Chicago IFF, DOK Leipzig, e molti altri, tra cui il Trieste Film Festival 2019, dove ha vinto il Premio Corso Salani.