Italia, 2021: vogliamo vedere un altro film - Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture
Aggressione omofoba a Roma

Ogni giorno nel nostro paese un uomo omosessuale si alza e sa che deve correre più velocemente del branco che lo prenderà a sassate. Dovrà baciare il suo ragazzo più velocemente dell’uomo della metropolitana che attraverserà i binari per dargli dei pugni in faccia

Ogni giorno nel nostro paese una donna lesbica si alza e si accorge che non può fare un acquisto online tra privati come chiunque altro, perché nei suoi confronti il venditore si sentirà libero di minacciarla di spaccarle la faccia e darle della “fallita, malata mentale, ebrea” (come se  essere ebrea, malata mentalmente o fallita fossero insulti, peraltro). Dovrà assumersi il rischio di indossare gli abiti che le piacciono di più, perché un passante potrebbe darle un pugno in faccia e sul costato solamente perché non condivide i suoi gusti in fatto di abbigliamento.

Ogni giorno nel nostro paese un ragazzo trans si alza e sa che dovrà scappare non solo dalla propria famiglia, ma anche dai servizi sociali che dovrebbero accoglierlo nella comunità per minori fatta apposta per chi viene allontanat* dalla famiglia. Però sa anche che non sarà facile trovare una casa perché l’essere trans offende le persone anziane, anche se le persone trans, a quelle anziane, non hanno fatto proprio niente. 

Ogni sera nel nostro paese una donna trans si prepara per uscire e sa che se andrà a bere in un locale, qualcuno potrebbe prenderla a schiaffi e lanciarle sedie

Il prezzo del biglietto

Potremmo continuare all’infinito, ma ci siamo stufat* di vedere questo film. È sempre uguale, sempre ugualmente insopportabile, sappiamo già come va a finire: che anche quando l’assassino viene scoperto, la passa liscia. Forse perché non era il maggiordomo, bensì il padrone. 

Il prezzo del biglietto di questo film lo stanno pagando le persone LGBTQ+, involontarie protagoniste di una sceneggiatura scritta da altri. Ma sappiamo bene che i film hanno il potere di trasformare i cuori e le menti delle persone e oggi, dopo più di vent’anni, il Senato della Repubblica può e deve cambiare la sceneggiatura, approvando senza indugio e soprattutto senza modifiche la proposta di legge Zan contro omolesbobitransfobia, misoginia e abilismo. 

La proposta di legge Zan

La proposta di legge Zan punisce con una aggravante penale gli atti omofobi, misogini e abilisti, ma questa nuova sceneggiatura non sarebbe solo un crime. Sarebbe anche una storia di formazione, perché la pdl contiene anche norme costruttive quali

  • la promozione sui territori di case rifugio per vittime di violenza omolesbobitrasfobica;
  • politiche attive per rimuovere le discriminazioni;
  • l’istituzione della giornata nazionale contro l’omolesbobitransfobia.

Sarebbe un film con ottime recensioni. Aspettiamo con trepidazione dunque oggi, quando nella writers room dell’ufficio di presidenza della Commissione Giustizia del Senato si deciderà se e quando incardinare la discussione all’interno della Commissione

La proposta di legge regionale

Questo film potrebbe essere avere un sequel, magari a puntate: è quello che chiedono i/le quasi 7000 lombard* che hanno firmato la petizione per una legge regionale per il contrasto all’omolesbobitransfobia. Una legge regionale non può e non deve modificare le norme penali, ma può e deve introdurre politiche attive che rimuovano le discriminazioni contro le persone LGBTQ+ e che promuovano una cultura di rispetto e misure di sostegno in nostro favore. 

L’eguaglianza non consiste nel trattare tutte le situazioni allo stesso modo: situazioni diverse vanno trattate in modo diverso. La pdl in questione introduce

  • incentivi sul lavoro (sì, le persone visibilmente queer hanno meno possibilità di trovare lavoro);
  • formazione del personale della pubblica amministrazione (sì, ci sono ancora dipendenti pubblici che non sanno come rivolgersi alle persone trans);
  • percorsi educativi nelle scuole (sì, i ragazzi e le ragazze queer vengono bullizzat* per il solo fatto di esistere, talvolta anche da parte del personale scolastico; e questo non aiuta certo a crescere in modo sereno);
  • sostegno economico agli eventi LGBTQ+, come per esempio al nostro Festival e gli altri festival di cinema e cultura queer, che ci aiuterebbero a raggiungere sempre più persone e diventare sempre di più un luogo dove si fa comunità e cultura a vantaggio di tutt*.

L’omolesbobitransfobia non è solo un problema delle persone LGBTQ+: è un problema della nostra società

La discussione sulla pdl Nanni non è stata nemmeno ancora calendarizzata. Ma non si dica che le priorità ora sono altre, perché il gioco di spostare l’attenzione sempre su altro non giova a nessun*, e anzi crea sempre più divisioni, conflitti e isolamento. E di stare in isolamento non ce la facciamo più, non ce la facevamo più già prima della pandemia.

Nel finale del film che vogliamo vedere, nel nostro paese e nella nostra regione un* giovane queer si alza e non ha bisogno di avere paura di esistere.