Tutti i film premiati al 33° Festival MIX Milano - Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture

Lungometraggi, documentari, cortometraggi che siano… Li abbiamo guardati, li abbiamo amati e anche votati!

Ecco i vincitori delle categorie.

Premio del pubblico a “Benjamin” di Simon Amstell

Il pubblico ha potuto esprimere le proprie preferenze tramite l’applicazione FESTIVAL MIX MILANO.

Lungometraggi

 

Miglior Lungometraggio a “Rafiki” di Wanuri Kahiu

Michela Murgia sul palco del Teatro Strehler ha motivato la scelta con queste parole.

Per la capacità di rigenerare la riflessione sul tema dell’amore lesbico in un contesto geografico e culturale che lo carica di inedite sfumature politiche. La scelta del contesto post coloniale – espresso dal bilinguismo e dalla compresenza di religiosità tribale e cristiana – racconta molto efficacemente cosa significhi uscire dagli schemi dentro alla sovrapposizione tra più sistemi oppressivi. La pellicola trasmette l’energia dei colori e delle forme di un mondo giovane in mutamento, ma la delicatezza dei gesti delle due bravissime protagoniste ribadisce il cuore della ribellione dell’amore: prima che per il permesso di fare, si lotta per l’intenzione di essere, costrette tutti i giorni a scegliere tra sicurezza e libertà.

 

Menzione Speciale a “Greta” di Armando Praça

Il film d’apertura del 33°Festival MIX Milano conquista la giuria e si merita una menzione speciale.

Esordio formalmente originale, già maturo, capace di sviluppare in un contesto di solitudine e di affascinante durezza sociale ed emotiva, una speranza di relazioni umane e familiari alternative.
In questo caso, un rapporto non convenzionale, nel suo potenziale di emarginazione, diventa più capace, più creativo nel cercare la soluzione a bisogni che toccano ogni persona di questo pianeta.

 

Premio Cielo Festival MIX a “Greta” di Armando Praça

Il lungometraggio premiato con il Premio Cielo Festival MIX ottiene l’acquisizione e la trasmissione da parte del canale.

Un film profondamente e intensamente queer, che entra dentro la vita drammatica della comunità lgbt in un paese che oggi rischia di perdere diritti e dignità a causa di un presente dominato dall’affermazione di politiche di destra omofobiche, razziste e classiste.

Per la drammatica e autentica riflessione sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sull’amore, sulla morte, sulla vecchiaia e la solitudine ai margini della società e per la magistrale interpretazione di Marco Nannini nel ruolo di Pedro, che ci mostra il dolore della solitudine e di un amore autentico quanto impossibile, Il premio “Cielo – Festival Mix – va al film “Greta”, di Armando Praca. Greta come Greta Garbo il nome con cui Pedro si fa chiamare durante il sesso, colei il cui motto era “I want to be alone”. E così come 50 anni fa, Judy Garland, nel giorno del suo funerale il 27 giugno 1969, dava la forza ad una comunità di ribellarsi e iniziare una rivolta, un’altra immensa diva come Greta Garbo dà a Pedro la forza di gridare il suo amore per sentirsi ancora vivo.

 

Premio Cultweek a “Rafiki” di Wanuri Kahiu

La giuria di Cultweek composta da Gabriele Porro, Marina Visentin e Andrea Meroni, ha scelto di premiare “Rafiki”.

Il premio della giuria di Cultweek per il concorso 2019 del Festival MIX Milano va a “Rafiki” della regista Wanuri Kahiu per la forza e la spontaneità con cui descrive l’amore tra le due giovani protagoniste Kena e Ziki: in qualche modo rappresenta l’insieme dei film che in questa rassegna hanno celebrato personaggi femminili belli e forti, donne appassionate e trasgressive, dal Kenya a Madrid, dalla Colombia alla Scozia anni ’50. E questo grazie a registe creative e di talento, e ad attrici che nei loro ruoli danno forza comunicativa a mondi femminili altri, esuberanti nella loro volontà di esprimersi sessualmente e di liberarsi di consuetudini e costrizioni antiche, di stereotipi femminili spesso chiusi in ambiti domestici limitanti e oppressivi. In particolare nel caso di “Rafiki”, passato a Cannes 2018, il successo internazionale e le scomuniche subite in patria dagli organismi ufficiali dimostrano la qualità di un film scomodo.

  

Documentari

 

Miglior documentario a “Cassandro, The Exotico!” di Marie Losier

La giuria conferisce questo premio con le seguenti motivazioni:

Nel ritratto estremamente intimo di un personaggio espressione capovolta di una radicata tradizione popolare, la regista riesce a interrogare il proprio mezzo cinematografico costruendo un racconto sfaccettato e complesso che dal particolare raggiunge l’universale.

 

Menzione speciale documentari a “Gay Chorus Deep South” di David Charles Rodriguez

Il film del programma USA Stonewall50 ottiene una menzione speciale dalla giuria

Per la capacità di rappresentare le conflittualità sui diritti dell’individuo negli Stati Uniti che si ritengono faro di libertà ma riflettono invece sentimenti reazionari diffusi in tutto il mondo.

 

Premio MIX LaF a “Cassandro, The Exotico!” di Marie Losier

Consegnato da Luca Bagni Amadei, programming coordinator laF- tv di Feltrinelli, il Premio MIX LaF trasmetterà il documentario vincitore sul suo canale. Ecco le motivazioni:

Marie Losier racconta con grande empatia Cassandro The Exotico!, un personaggio così sfumato e sopra le righe, ed instaura con lui un rapporto privilegiato, costruito sia attraverso la condivisione dei momenti più allegri che di quelli più drammatici, intessendo un discorso narrativo e cinematografico di alto livello.
Cassandro ironizza sulla sua esistenza disperata, sulla sua tremenda solitudine, sulla lotta quotidiana per superare la dipendenza da alcool e droghe, sui suoi drammi fisici che lo condannano di continuo all’infermità: non si è mai arreso: laeffe vuole premiare questo racconto così intimo, che riesce ad arrivare diretto allo spettatore, perché Cassandro fa della sua vita una vera e propria performance, un monito a lottare nonostante tutto e ad essere sempre sé stessi.

  

Cortometraggi

 

Miglior cortometraggio a “Projekt Baby” di Johannes Pico Geertsen

Parola ai giudici:

La nostra scelta ricade su un cortometraggio che abbiamo apprezzato per la varietà di temi trattati tra cui omogenitorialità, l’omofobia interiorizzata e la violenza omofobica. Abbiamo gradito inoltre la fotografia e la sceneggiatura che con ironia tocca argomenti importanti per la comunità LGBT+.

 

Menzione speciale a “Pepitas” di Alessandro Sampaoli

Abbiamo deciso di affidare una menzione speciale a “Pepitas” perché con brillante ironia tratta del rapporto generazionale tra nonna e nipote.